Pulizia radicale dall’infestazione di varroa: prova pratica del blocco di covata

All’arrivo dell inverno ci prepariamo ad una pulizia radicale dall’infestazione di varroa .

Vi invitiamo ad una prova pratica del blocco di covata domenica 5 novembre presso un  apiario di un nostro associato. Chi volesse partecipare può contattarci  o telefonicamente.

Nel centro-sud Italia, sono molti gli areali dove non si registra un vero e proprio blocco di covata invernale, ed è per questo motivo che molte aziende apistiche hanno messo a punto alcune biotecniche.

Il blocco di covata artificiale: a partire dal mese di ottobre, sino a dicembre inoltrato. Le famiglie devono essersi ben riprese dall’eventuale calo estivo, ma non devono raggiungere carichi troppo elevati di varroa (indicativamente non più del 5% medio per apiario, misurato con il metodo dello zucchero a velo).
Le gabbie migliori sono quelle che permettono di bloccare la regina sopra la covata residua, come la piccola gabbia cinese, posizionabile con un semplice stecchino. Il blocco deve protrarsi sino a completa schiusa di tutta la covata presente, quindi non meno di 21-22 giorni nel caso frequente che non vi siano celle maschili. Alla liberazione della regina si esegue il primo trattamento con Api-Bioxall® gocciolato, e dopo 2-3 giorni se ne effettua un secondo in modalità sublimata (meno tossico per le api).

Foto: Gabbia Cinese per blocco di covata
Gabbia Cinese

L’asportazione completa della covata: nei mesi di novembre e dicembre, quando la quantità di covata è ridotta al minimo, è possibile asportandola completamente (uova, larve e opercolata), creare un’assenza di covata utile all’esecuzione dei trattamenti. Anche in questo caso il farmaco d’elezione è l’Api-Bioxall®, da usarsi gocciolato il giorno dopo l’asportazione, per dare tempo alla famiglia di riposizionarsi sui favi rimasti. Un secondo trattamento sublimato a distanza di 2-3 giorni garantirà un’efficacia adeguata. La covata asportata può essere eliminata, ad esempio congelando i favi ed uccidendo larve e varroe. Nel caso di covate estese e di bassa infestazione (massimo 4%), e di temperature ambientali ancora relativamente elevate possono essere conservate e fatte schiudere in ambiente riscaldato a 35°C, e le api ottenute dopo trattamento con acido ossalico, utilizzate per aiutare le famiglie più bisognose.

(Dal sito mieliditalia.it)